IL QUADRO MALEDETTO
Aprile 4, 2018

LA RESPONSABILITA’ IN CASO D’INCENDIO COLPOSO

Prendiamo in esame il caso di danni causati da un incendio che ha determinato gravi rischi all’incolumità dei lavoratori, in una circostanza per la quale non è stato individuato, in modo esplicito il fattore che ne abbia determinato la causa.
Sull’argomento la Corte Suprema (8092/2017) afferma che in tema di incendio colposo (non volontario), la mancata individuazione del fattore innescante la combustione risulta irrilevante ai fini dell’affermazione della penale responsabilità di colui che pose e mantenne le condizioni per il verificarsi dell’evento, cioè per l’appiccarsi e lo svilupparsi del fuoco, sino a raggiungere le caratteristiche e le proporzioni di un incendio.
Inoltre, nel caso in cui il rischio di incendio sia insito nelle caratteristiche dell’attività svolta, l’imprenditore è tenuto non solo ad osservare le prescrizioni del certificato di prevenzione incendi, facendo in modo che non venga mai superato il quantitativo massimo di sostanze infiammabili consentito dal certificato rispetto alla superficie dei locali, ma anche a porre in essere le dovute cautele, volte ad evitare anche la semplice possibilità di accensione del fuoco e non solo la propagazione o la magnitudo del fuoco.
La sentenza fa riferimento al D.Lgs. 81/2008 che definisce univocamente la figura del Datore di Lavoro all’art.2, comma 2, lett. b), affermando che a tale figura competono molteplici obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, tra cui quello di adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro secondo le disposizioni di cui all’articolo 43; tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti.
Nel caso in esame, viene inoltre evidenziato che, come correttamente valorizzato dai giudici del merito, nella specie, «dopo l’approvazione del progetto di adeguamento alla normativa antincendio inviato al comando provinciale dei vigili del fuoco, non era mai stato richiesto il sopralluogo dello stesso ufficio al fine di ottenere il certificato di prevenzione incendi.., questa situazione, unita al mancato intervento del sistema di rilevamento fumi e al mancato funzionamento delle manichette antincendio, consente di osservare che non sono state rispettate le prescrizioni contenute nella risposta a suo tempo data dai vigili del fuoco alla domanda di rilascio del parere di conformità antincendio e che quindi le cause dell’evento possono considerarsi di natura colposa e conseguenti anche al mancato adempimento imposto al datore di lavoro in materia di sicurezza antincendio».
A ciò deve aggiungersi che, come riportato in sentenza impugnata, i vigili del fuoco, dopo l’intervento sul luogo dell’incendio, evidenziarono che il sistema di rilevazione fumi, previsto nel progetto allegato alla richiesta di conformità antincendio trasmessa al comando provinciale dei vigili del fuoco nel 2001, non aveva funzionato o era disabilitato e che l’impianto idrico antincendio era anch’esso disabilitato.
Al riguardo viene rilevato che «la corretta manutenzione di tali impianti spettava all’attuale imputato nella sua qualità di amministratore della società, datore di lavoro e responsabile per l’osservanza delle normative attinenti alla prevenzione degli incendi» e quindi «il prevenuto non si è adoperato affinché gli impianti fossero perfettamente funzionanti e quindi non ha adempiuto all’obbligo di garanzia su di lui gravante, in ordine alla prevenzione degli incendi, che potevano interessare il luogo di lavoro».

La Corte perviene alla decisione, affermando la scarsa rilevanza delle ragioni che l’abbiano determinato, in quanto la sicurezza dei lavoratori deve essere assicurata a prescindere dalle cause che possano causare un incidente. E certamente tutte le misure di prevenzione debbono essere approntate ed effettivamente funzionanti per assicurare l’incolumità dei lavoratori in qualsiasi circostanza se ne renda necessario l’utilizzo, come nel caso che viene esaminato.
Il compito del datore di lavoro, non è quello di prevedere gli eventi, ma di assicurare la “sicurezza dei luoghi di lavoro” nel caso di possibili conseguenze per qualsivoglia evento che rientri nella prevedibilità e nei rischi possibili, approntando le misure di prevenzione richieste.