ROMPERE IL GHIACCIO A UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA
Marzo 17, 2020
LE INFORMAZIONI SUI PARTECIPANTI DEI CORSI IN MATERIA DI SICUREZZA
Marzo 17, 2020

GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI SULLA SICUREZZA

GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA

Ci siamo! Il corso in materia di sicurezza è iniziato ed ora devi gestire l’aula che hai davanti.

Ma come fare? Sembra impossibile. 15/20 persone o ancora di più (sai ad esempio che a volte le aule possono essere anche molto più numerose). Niente panico.

Essere un buon formatore in materia di sicurezza dipende in buona parte da tecniche specifiche di comunicazione e da quanto siete in grado di percepire i segnali che l’aula vi manda in continuo.

Partiamo da questo presupposto, le persone che avete davanti, continuamente vi mandano segnali corporei che dovete essere in condizione di percepire. Se ve li perdete perché tenete lo sguardo fisso sul vostro PC o perché siete troppo presi da voi stessi per essere attenti a quello che succede, rinunciate a sfruttare la vostra miglior arma per la buona riuscita del corso in materia di sicurezza.

Avete mai visto un direttore d’orchestra? Se ci fate caso è sempre rivolto verso gli orchestrali che dirige e li guarda n continuo. Brevi sguardi al leggio e attenzione fissa a tutti i movimenti degli orchestrali.

Un buon docente in materia di sicurezza ha lo stesso compito: brevi sguardi alle slide e attenzione catalizzata sui segnali d’aula.

La radio è sempre accesa, invia onde continuamente ma se noi non siamo ricettivi non sentiremo mai la musica.

GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA: I SEGNALI DEL CORPO

Che segnali ci mandano i partecipanti in materia di sicurezza?

Segnali verbali: sono i più semplici da cogliere ma spesso sono la minima parte della comunicazione.

Tra il 75 e l’80% delle informazioni che raggiungono la nostra corteccia cerebrale passa attraverso gli occhi.

Solo il 10-15% giunge dall’orecchio.

Se non conosciamo questo semplice dato non riusciamo ad impostare correttamente la nostra lezione.

Comunichiamo molto di più ai partecipanti attraverso il nostro corpo, tono della voce e atteggiamenti che attraverso concetti (se ti interessa approfondire puoi leggere la mia guida “Uso del corpo e della voce durante i corsi di formazione in materia di sicurezza”).

Lo stesso faranno gli altri con no, a maggior ragione in un contesto dove a parlare siamo quasi sempre noi docenti.

Il bello è che non sempre gli altri sapranno di comunicare con noi. Siamo avvantaggiati, siamo professionisti formati per fare ciò.

Quali sono i principali segnali dei corpo (soffermiamoci su quelli principali ed evidenti, arrivare a percepire una micro increspatura del sopracciglio destro necessita anni di esperienza e spesso di una moviola):

Tutto ciò che incrocia normalmente riporta a segnali di chiusura. Se avete davanti a voi una persona a braccia chiuse e magari a gambe incrociate, seduto al banco potreste pensare che questa persona vi stia inviando un messaggio di sfida o almeno di chiusura.

Se al contrario la stessa persona vi mostra i palmi delle mani e tiene le braccia aperte siete davanti a qualcuno che, con tutta probabilità, è aperto ad ascoltare quello che avete da dire.

Tutti i movimenti che coprono la bocca, allargano colletti, toccarsi orecchio, strusciare gli occhi denotano nervosismo!

Anche gli occhi sono molto importanti. Se riesci a vedere dove guardano puoi sapere se una persona sta richiamando un ricordo o sta inventando. Se sti sta emozionando

Quando ricordiamo qualcosa, lo sguardo va in alto a sinistra

Se inventiamo lo sguardo va in alto a destra.

Se ricordiamo suoni guarderemo a sinistra, se li inventeremo a destra.

Se dialoghiamo con noi stessi lo sguardo sarà in basso a sinistra, se proviamo emozioni in basso a destra.

GESTIONE DELL'AULA NEI CORSI SULLA SICUREZZA_3

Come detto all’inizio del paragrafo queste sono solo alcune delle principali informazioni basilari fondamentali per percepire i segnali d’aula del corso in materia di sicurezza.

 GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA: COSA NON FARE

Ci sono alcuni atteggiamenti che portano i corsi in materia di sicurezza al sicuro fallimento. Ne possiamo elencare alcuni che sono molto diffusi tra i docenti:

  1. Essere arroganti e presuntosi. Tipico del docente che sottovaluta i partecipanti.
  2. Spacciarci per chi non siamo millantando esperienze che non abbiamo. Ti scopriranno, se non al corso nei giorni successivi.
  3. Essere suscettibili o prendere le cose sul personale. Lasciarsi coinvolgere. Non ti serve a niente offenderti o innervosirti. Perdi il controllo e sei finito.
  4. Non ingaggiare sfide con i partecipanti ai corsi. Non è una gara. Il corso è cooperazione.
  5. Non sei un vanesio a far bella mostra di se, non ti compiacere. L’obiettivo è che loro imparino non che tu faccia bella figura (questo deve essere una conseguenza)
  6. Non ti accanire con un partecipante, specie se timido o in difficoltà per ingraziarti gli altri partecipanti
  7. Non essere ruffiano.
  8. Non cercare di difenderti dietro paroloni o tecnicismi. Diventi incomprensibile e terribilmente noioso.

GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA: COSA FARE

  1. Guarda le persone negli occhi senza essere invadente.
  2. Cerca di essere accogliente e caloroso. Crea un buon clima di distensione.
  3. Ascolta quello che ti viene detto con attenzione senza presunzione
  4. Cerca di essere chiaro con discorsi brevi e semplici
  5. Fai ridere i partecipanti con frequenza per spezzare il ritmo e aumentare l’attenzione.
  6. Se ti accorgi di essere stato impreciso o aver sbagliato. Ammettilo e approfondisci (se ti devi documentare rimanda alla lezione successiva o informa che sarà tua premura informarli sui risultati della ricerca)
  7. Stai attento ai segnali corporei che invii (Leggi la guida “Uso del corpo e della voce durante i corsi di formazione in materia di sicurezza”).
  8. Fai capire che ami il tuo lavoro e che credi in quello che fai.

GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA: UN PICCOLO TRUCCO EFFICACE

Osservate le persone mentre state presentando il corso o mentre (sarebbe auspicabile), qualcuno lo sta presentando al posto vostro.

Selezionate la persona che sta inviando i segnali peggiori. Sguardo fisso, braccia incrociate, sopracciglia corrucciate e gambe accavallate.

Se addolcirete lui o lei, che sono così chiusi, manderete un segnale potentissimo all’aula in generale.

Che gli altri ne siano coscienti o meno percepiscono la sua ostilità e vedervi vincere questa piccola battaglia li porterà ad apprezzarvi istintivamente.

Considerate che la maggior parte dei comportamenti di cui abbiamo parlato in questo blog sono movimenti inconscio che le persone non padroneggiano.

Come fare a convincere una persona chiusa e ostile in poco tempo ad aprirsi? Se sei interessato leggi il mio articolo “Il rompighiaccio nei corsi di formazione in materi di sicurezza”.

In sostanza cerca di capire dai segnali che ti manda se crede di star perdendo tempo, se è preoccupato per motivi personali, se pensa di sapere tutto e di non aver bisogno di formazione o quale altro motivo possa turbarlo e poi entra in azione.

Molti docenti commettono l’errore fatale di parlare, e soprattutto guardare con frequenza le persone socievoli e sorridenti evitando accuratamente di incrociare lo sguardo con chi invia segnali negativi.

Niente di più sbagliato. Se una persona è già in linea, ha un atteggiamento positivo non ha bisogno di tutta la nostra attenzione o meglio, dobbiamo solo stare attenti a non peggiorare le cose. Al contrario se abbiamo un caso critico dobbiamo concentrarci su di lui o su di loro per portarli dalla nostra parte.

Un corso di formazione in materia di sicurezza non è efficace se le persone non sono disposte verso il docente perché non staranno a sentire cosa dirà ed a far penetrare dentro di se i concetti espressi durante la lezione.

Se avete il brutto vizio di non guardare le persone negli occhi sapete da dove partire per migliorare le vostre prestazioni come docente.

Ricordate da dove siamo partiti. Se guardate da un’altra parte non potrete dirigere l’orchestra.