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COME GESTIRE L’ANSIA PRIMA DEI CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA

La maggior parte dei docenti sono ansiosi prima dei corsi di formazione in materia di sicurezza.

Non deve sembrare un dato strano se si considera che la paura di parlare in pubblico è, secondo il National Institute of Mental Health, comune al 75% degli esseri umani.

Non posso che confermare la statistica attraverso la mia esperienza. Ho conosciuto decine e decine di giovani docenti alla prima esperienza e penso di poter affermare che, nessuno di loro, compreso il sottoscritto può affermare di non aver avuto almeno un po’ di ansia o di paura al primo giorno in aula.

Cosa fare?

Partiamo da un assunto: Non credo sia possibile non aver almeno un po’ di ansia alle prime docenze che effettuerete.

Se non siamo abituati a fare una cosa, la prima volta è sempre difficile affrontarla. Ricordate le prima volta che avete imparato ad andare in biciletta?

Il problema di fondo è pensare che il solo fatto di conoscere una materia sia sufficiente per poi insegnarla.

Se non sappiamo gestire le nostre emozioni non saremo mai buoni docenti in materia di sicurezza.

COME GESTIRE L’ANSIA PRIMA E DURANTE I CORSI DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA: QUALI SONO LE PAURE PRINCIPALI?

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Confrontandomi con i colleghi le paure principali tra i docenti sono riassumibili in 5 macro tipologie:

  1. Non sono preparato, farò una brutta figura. Mi faranno domande a cui non so rispondere
  2. Finirò gli argomenti prima delle ore assegnate per la lezione
  3. Chi sono io per insegnare agli altri?
  4. Non so parlare. Non mi capiranno.
  5. Ho paura e basta, non so perché ma solo l’idea mi matte ansia. Poi quando inizio, le cose vanno meglio…

Ci sono tante altre paure che possono attanagliare un docente, nella mia personale esperienza ho riscontrato queste nei colleghi e quindi su queste vorrei concentrarmi.

Per quanto riguarda la paura di far brutta figura, almeno che realmente un docente accetti un incarico di che non può svolgere dignitosamente per carenza di formazione, si tratta spesso di una falsa credenza.

Spesso consiglio ai docenti di analizzarsi freddamente. Davvero credi di non avere sufficienti informazioni per tenere la docenza?

Se tu dovessi parlare con tuo marito o tua moglie degli stessi argomenti ti sentiresti titolato a farlo? La risposta è sempre positiva! E allora? Allora vuol dire che sei ansioso, che sei bloccato ma non perché non padroneggi l’argomento ma solo perché non sei lucido.

Pensa che hai un vantaggio di cui non si parla quasi mai! Sei il docente e gli altri ti vedono come un docente ossia colui che sa le cose e che può loro insegnare. Anche se sono polemici non possono cambiare questa idea che hanno di te.

Il discorso cambia se stai erogando un corso di specializzazione per R.S.P.P. con anni ed anni di esperienza alle spalle senza averne altrettanta. In quel caso l’errore è in fase progettuale: non sei all’altezza dell’incarico fornito.

Questo non farlo accadere mai. Sarebbe una débâcle terribile per la tua carriera e per la tua autostima.

Nella norma fai docenza a persone che hanno, nel migliore dei casi, una lieve infarinatura nella materia e tu?

Tu lo fai di lavoro ed hai dei titoli di studio che sono strettamente collegati con quello che insegni. Vuoi scommettere che sei all’altezza? Non ti far fregare dalle tue paure, analizzale!

COME GESTIRE L'ANSIA PRIMA E DURANTE I CORSI IN MATERIA DI SICUREZZA_3

Finire gli argomenti prima della fine del corso in materia di sicurezza?

Ti fa paura? Ci sono diverse soluzioni a questo inconveniente che obiettivamente è piuttosto ricorrente nei docenti alle prime armi e non.

Ad esempio potresti fare delle simulazioni anche se portano via tanto tempo e non saresti comunque in grado di prevedere tutte le variabili d’aula: domande, interruzioni, discussioni. Diciamo che è utile ma incerto e dispendioso in termini di tempo.

Io consiglio sempre di sezionare, in fase progettuale, l’argomento che dovrete trattare in micro argomenti.

A blocchi di 15/20 minuti. Così avrete meno possibilità di sbagliare.

I Primi venti minuti introduco il Panorama Normativo, i secondo venti La Storia della Norma fino al D.Lgs 626, i terzi venti minuti la Struttura del 81/08 ecc ecc. è più facile capire se state correndo o se dovete accelerare per rientrare nelle tempistiche.

Considerate il fatto che alcuni colleghi alle prime armi e particolarmente ansiosi (che leggono le slide invece di fare una reale docenza) spesso sono più simili a centometristi che a docenti! Con calma, ci vuole calma. Le persone non sono in grado di assorbire troppo informazioni insieme e non hanno necessità di qualcuno che legga per loro. Non sei un audiolibro.

Se ti accorgi di essere in anticipo. Fermati, stimola la discussione, fai domande per capire se i concetti sono chiari, racconta un aneddoto che aiuti a focalizzare quanto esposto fino a quel momento.

Se sei in ritardo valuta se saltare parti ridondanti o velocizzare leggermente. Considera che non sarai mai troppo in anticipo o troppo in ritardo perché il tutto sarà sempre dentro un blocco di venti minuti.

Chi sono io per insegnare agli altri?

Abbiamo già analizzato in parte questa paura. Sei un docente titolare e preparato per svolgere il tuo compito al meglio.

Se tuttavia non lo credi quello che ti posso consigliare, ti potrà sembrare strano e decontestualizzato ma è di seguire un corso di tecniche di vendita. Non deve essere collegato al mondo della sicurezza.

Iscriviti ad un corso di tecniche di vendita porta a porta. Non hai idea di quanti consigli ti daranno e di quanto potranno essere utili per te. Ti insegneranno a gestire le situazioni ed a capire te stesso e chi hai davanti.

Ti faranno capire che puoi essere il burattinaio anziché il burattino. Starà a te fare il collegamento con il tuo lavoro specifico. Prenderai fiducia! Se loro sono in grado di farsi accettare partendo dal gradino più basso dell’indice di gradimento perché non puoi farlo tu che parti da quello più alto.

Ricordati sempre che le persone ti vedono come il Docente non come una persona qualunque. La percezione che hanno del tuo ruolo è il filtro attraverso cui assorbono tutte le informazioni verbali, non verbali e para verbali che invii loro.

Non so parlare. Non mi capiranno.

Per prima cosa devi avere chiari i concetti tu e poi devi essere semplice e preciso. Chi usa termini particolarmente tecnici e articolati normalmente ha paura di essere nudo davanti agli altri.

Non ti capiranno se sarai farraginoso e ridondante nell’esposizione e non ti seguiranno. Se non parli la lingua di chi hai davanti perdi e fai perdere tempo.

Per essere semplici di vuole coraggio.

Anche in questo caso fai delle prove con amici o parenti che non padroneggiano la materia. Meglio se persone nella media che possano rappresentare un partecipante classico. Esponi loro alcuni concetti finché non ti accorgerai che ti capiranno senza sforzi.

Un consiglio: non cadere mai nella trappola di pensare che siano gli altri a non capire perché sono stupidi o ignoranti. Se non capiscono l’unica motivazione è che tu ti sia spiegato male.

Non accettare scuse da te stesso.

Le Paure non identificate (strizza in gergo) sono il grande classico dei colleghi agli inizi e delle grandi aule. Anche i colleghi esperti davanti a 150/200 persone a volte hanno mani sudate e volti arrossati.

Non sono un gran problema per la docenza in se stessa perché passano velocemente con il passare dei minuti ma lo sono per la qualità della vostra vita.

In questo caso mi verrebbe da consigliarvi varie tecniche di meditazione ma non sono assolutamente titolato a dare consigli in questo campo e quindi vi rimando al web o ad un bel libro anche se datato di Daniel Goleman che si chiama appunto “La forza della meditazione” .

Quello che invece è un piccolo trucco di sicura efficacia è di una facilità estrema.

Tutte le volte che vi prende la paura, la sera prima o anche nei minuti precedenti, invece di controllare ossessivamente le slide (neanche le doveste imparare a memoria), fermatevi fate 4 o 5 respiri profondi e, mentre state attenti al flusso del respiro, ripetete: “Inspirando mi rilasso, espirando sorrido”.

E sorridete perché fare il docente deve essere un piacere e non una tortura!

Buona lezione allora…

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